I 3 Migliori Strumenti per Misurare la Chetosi Nutrizionale

Come si misura la chetosi nutrizionale? Migliori metodi e strumenti. La chetosi nutrizionale può essere la soluzione giusta per restare in salute.

Migliori strumenti per misurare la chetosi?

Ora che conosciamo i diversi tipi di corpi chetonici, possiamo parlare degli strumenti per misurare la chetosi.
Benché, come accennato, ci siano diversi metodi per misurare i vari tipi di chetoni è bene sapere che i risultati di questi non sono interscambiabili.

1) Misurare la chetosi tramite test del sangue

Misurare la chetosi con test di sangue

I test ematici per la misurazione dei chetoni nel sangue (o chetonemia) danno un’informazione riferibile al momento stesso del prelievo.

Si dividono in esame del sangue capillare (cioè test della puntura del dito) e esame di laboratorio del sangue venoso. Questi ultimi generalmente misurano l’acetoacetato nel siero (il siero è la porzione liquida del sangue).

La misurazione sul sangue capillare si fa attraverso dei dispositivi portatili. Si preleva una goccia di sangue dalla puntura di un dito; in genere questi test valutano il beta-idrossibutirrato.

Si tratta sicuramente del metodo più affidabile e preciso, è semplice da usare ma di contro è anche quello più costoso e il costo è relativo soprattutto alle strisce.

Come si leggono i valori del test?

Se il valore registrato è al di sopra di 0,5 millimoli per litro, vuol dire che si è in uno stato chetosi.

Nonostante i vantaggi descritti, alcuni studi scientifici mettono in luce una discrepanza di risultati al di sopra di un determinato valore (5,6). Uno studio danese afferma che il test sul sangue capillare può sovrastimare la chetosi.


2) Misurare la chetosi tramite test delle urine
Misurare la chetosi tramite test delle urine

La misura dei corpi chetonici nell’urina (detta anche chetonuria) fornisce invece un dato sulla quantità di corpi chetonici che sono stati prodotti nel sangue in un momento precedente all’esame.

I sistemi di misurazione della chetonuria possono individuare il solo acetoacetato oppure l’acetoacetato e l’acetone ma non il beta-idrossibutirrato.

Si effettua attraverso l’utilizzo di strisce reattive, possibilmente al mattino quando l’urina è maggiormente concentrata.
L’esecuzione è molto semplice: basta urinare direttamente sulla parte reattiva della striscia o in alternativa immergerla nell’urina. Dopo diversi secondi si legge il colore della striscia reattiva e si confronta con la legenda contenuta nel test: al colore ottenuto può corrispondere un diverso livello di chetosi.

Come anticipato, il test delle urine non ci da un’istantanea della quantità dei corpi chetonici presenti in circolo in quel preciso momento ma ha diversi vantaggi: è poco costoso, dà un risultato rapido, non è invasivo e informa sull’eccesso di corpi chetonici non utilizzati ai fini energetici.

In alcuni casi si possono avere dei falsi negativi: il test cioè può risultare negativo nonostante lo stato di chetosi sia presente. Ciò è dovuto o a una diluzione delle urine (ad esempio legata a un eccessivo introito di liquidi) o per una condizione di adattamento dell’organismo all’utilizzo dei corpi chetonici.


3) Misurare la chetosi tramite test del respiro (con Keton Meter)
misurare chetosi con fiato keton meter

Consiste in uno strumento in cui è necessario soffiare e che è in grado di misurare i livelli di acetone nel respiro. Attualmente sono disponibili dei test clinicamente validati e che richiedono solo pochi secondi di respiro. Più sarà positivo, più si determina il grado di chetosi.

Questo tipo di misurazione sembra più affidabile rispetto al test delle urine. Rispetto al test sul sangue ha invece il vantaggio di non essere invasivo in quanto evita la puntura sulle dita.

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Uno dei problemi principali è che ci sono numerosi fattori che possono incidere sul risultato del test e portare a dei falsi negativi: uso di mentine, gomme da masticare, tabacco, dentifricio o bevande come alcol, caffè, tè verde e tisane.

Cos’è la chetosi nutrizionale?

La chetosi nutrizionale è una condizione metabolica caratterizzata da una bassa disponibilità di glucosio nel sangue come accade nelle diete a basso contenuto di carboidrati o nello stato di digiuno.
In questa situazione il corpo non utilizza più il glucosio come combustibile principale bensì i grassi come alternativa.
Mentre molte cellule del corpo possono bruciare i grassi direttamente, altre (tra cui le cellule cerebrali) no. Queste invece richiedono al fegato di convertire quegli acidi grassi liberi in corpi chetonici per produrre energia.

Recenti ricerche indicano che una dieta con basso contenuto di carboidrati, uso moderato di proteine e alto contenuto di grassi buoni con induzione quindi della chetosi nutrizionale, possa avere degli effetti benefici su alcune malattie del metabolismo come l’obesità e il diabete o su alcune malattie neurologiche.

Dunque la presenza di corpi chetonici nel sangue esercita degli effetti sul nostro organismo alcuni dei quali vengono considerati positivi in quanto utili nel processo di dimagrimento, altri possono essere anche dannosi (3, 4).

Come si raggiunge lo stato di chetosi?

Generalmente l’assunzione giornaliera di circa 50 g di carboidrati associati a una bassa o moderata quantità di proteine rappresenta una quantità abbastanza ristretta da consentire di passare a uno stato di chetosi nutrizionale.

Chiaramente, è da tenere in considerazione che il metabolismo di ciascuna persona è diverso per cui in alcuni casi si riesce ad avere una chetosi mangiando anche 70-80 g di carboidrati (soprattutto per chi pratica sport), viceversa per alcune persone è necessario assumere meno di 50 g di carboidrati.

Questo è il motivo per cui è preferibile misurare i chetoni e non affidarsi solo alla conta della quantità di carboidrati assunti. La misurazione dei chetoni consente infatti di avere un parametro oggettivo.

Quali sono i valori di chetosi?

Non c’è una chiara divisione tra chetosi e non chetosi. Il livello di chetoni è soggettivo ed è influenzato da numerosi parametri tra cui la dieta e lo stile di vita.

Tuttavia, in linea di massima si può affermare che:

  • Al di sotto 0,5 mmol di chetoni per litro di sangue c’è assenza di chetosi;
  • Tra 0,5-1,5 mmol/l si tratta di chetosi leggera raggiungibile tramite i nostri chetoni esogeni Pruvit;
  • 1,5-3 mmol/l la chetosi è definita ottimale, anche questa ottenibile con i nostri Keto Nat Os;
  • Valori superiori a 3 mmol/l, oltre a non essere in maggior misura efficaci, possono danneggiare lo stato di salute (soprattutto in persone affette da diabete mellito tipo 1);
  • Valori oltre 8-10 mmol/l sono difficilmente raggiungibili attraverso un regime dietetico. Sono correlati a condizioni di malattia o a inadeguata attività fisica. Spesso si associano a sintomi molto gravi.

Come si misura la chetosi nutrizionale?

Per riconoscere un probabile stato di chetosi è possibile effettuare tre diversi tipi di test: test dell’urina (utilizzando appropriati strip per l’urina), del sangue (usando misuratori ematici dei chetoni) o del respiro (analizzatore dei chetoni nell’alito).

In realtà, si può considerare la presenza o meno di alcuni sintomi indicativi denominato come stato di Keto Flu, che non necessitano di nessun test:

  • Bocca secca e senso di sete;
  • Aumento della diuresi (per la filtrazione di acetoacetato);
  • Alito o sudore acetonico (per la presenza di acetone);
  • Riduzione dell’appetito;
  • Stanchezza.

Quali sono i corpi chetonici?

Esistono tre corpi chetonici:

  1. acetoacetato,
  2. beta-idrossibutirrato
  3. e acetone.

Acetoacetato

L’beta idrossibutirrato è il primo ad essere prodotto durante il metabolismo dei grassi, rappresenta il 20% circa dei corpi chetonici nel sangue ed è il precursore del beta-idrossibutirrato e dell’ acetone. E’ un corpo chetonico instabile prodotto dalle cellule epatiche. Dopo che il fegato rilascia acetoacetato nel sangue, diventa la fonte di energia preferita per il cuore, la corteccia renale e il cervello. Poiché i reni espellono l’acetoacetato in eccesso, si può misurare questo corpo chetonico usando strisce reattive per le urine.

Beta-idrossibutirrato o BHB

Il beta-idrossibutirrato o BHB si forma dall’ acetoacetato ed è quello più abbondante perchè rappresenta il 78% circa di tutti i corpi chetonici. E’ probabilmente il corpo chetonico più noto tra chi segue una dieta chetogenica in quanto è disponibile anche come integratore (come chetoni esogeni) e si può facilmente misurare utilizzando un esame del sangue o una puntura del dito.

Acetone

L’acetone si crea in maniera spontanea dall’acetoacetato. E’ il chetone meno abbondante, infatti costituisce circa il 2% di tutti i corpi chetonici e non viene utilizzato per l’energia. Viene espulso dall’organismo rapidamente attraverso il sudore o il respiro. Per questo motivo è possibile misurarlo con uno strumento che analizza i chetoni nel respiro.

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Migliori strumenti per misurare la chetosi?

Ora che conosciamo i diversi tipi di corpi chetonici, possiamo parlare degli strumenti per misurare la chetosi.
Benché, come accennato, ci siano diversi metodi per misurare i vari tipi di chetoni è bene sapere che i risultati di questi non sono interscambiabili.

1) Misurare la chetosi tramite test ematici
Misurare la chetosi con test di sangue

I test ematici per la misurazione dei chetoni nel sangue (o chetonemia) danno un’informazione riferibile al momento stesso del prelievo.

Si dividono in esame del sangue capillare (cioè test della puntura del dito) e esame di laboratorio del sangue venoso. Questi ultimi generalmente misurano l’acetoacetato nel siero (il siero è la porzione liquida del sangue).

La misurazione sul sangue capillare si fa attraverso dei dispositivi portatili. Si preleva una goccia di sangue dalla puntura di un dito; in genere questi test valutano il beta-idrossibutirrato.

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Si tratta sicuramente del metodo più affidabile e preciso, è semplice da usare ma di contro è anche quello più costoso e il costo è relativo soprattutto alle strisce.

Come si leggono i valori del test?

Se il valore registrato è al di sopra di 0,5 millimoli per litro, vuol dire che si è in uno stato chetosi.

Nonostante i vantaggi descritti, alcuni studi scientifici mettono in luce una discrepanza di risultati al di sopra di un determinato valore (5,6). Uno studio danese afferma che il test sul sangue capillare può sovrastimare la chetosi (7).

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2) Misurare la chetosi tramite test delle urine
Misurare la chetosi tramite test delle urine

La misura dei corpi chetonici nell’urina (detta anche chetonuria) fornisce invece un dato sulla quantità di corpi chetonici che sono stati prodotti nel sangue in un momento precedente all’esame.

I sistemi di misurazione della chetonuria possono individuare il solo acetoacetato oppure l’acetoacetato e l’acetone ma non il beta-idrossibutirrato.
acquista su amazon I 3 Migliori Strumenti per Misurare la Chetosi NutrizionaleSi effettua attraverso l’utilizzo di strisce reattive, possibilmente al mattino quando l’urina è maggiormente concentrata.
L’esecuzione è molto semplice: basta urinare direttamente sulla parte reattiva della striscia o in alternativa immergerla nell’urina. Dopo diversi secondi si legge il colore della striscia reattiva e si confronta con la legenda contenuta nel test: al colore ottenuto può corrispondere un diverso livello di chetosi.

Come anticipato, il test delle urine non ci da un’istantanea della quantità dei corpi chetonici presenti in circolo in quel preciso momento ma ha diversi vantaggi: è poco costoso, dà un risultato rapido, non è invasivo e informa sull’eccesso di corpi chetonici non utilizzati ai fini energetici.

In alcuni casi si possono avere dei falsi negativi: il test cioè può risultare negativo nonostante lo stato di chetosi sia presente. Ciò è dovuto o a una diluzione delle urine (ad esempio legata a un eccessivo introito di liquidi) o per una condizione di adattamento dell’organismo all’utilizzo dei corpi chetonici.


3) Misurare la chetosi tramite test del respiro (con Keton Meter)
misurare chetosi con fiato keton meter

Consiste in uno strumento in cui è necessario soffiare e che è in grado di misurare i livelli di acetone nel respiro. Attualmente sono disponibili dei test clinicamente validati e che richiedono solo pochi secondi di respiro. Più sarà positivo, più si determina il grado di chetosi.

Questo tipo di misurazione sembra più affidabile rispetto al test delle urine. Rispetto al test sul sangue ha invece il vantaggio di non essere invasivo in quanto evita la puntura sulle dita.

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Uno dei problemi principali è che ci sono numerosi fattori che possono incidere sul risultato del test e portare a dei falsi negativi: uso di mentine, gomme da masticare, tabacco, dentifricio o bevande come alcol, caffè, tè verde e tisane.

È utile misurare in modo regolare i livelli di chetoni quando si vuole determinare la quantità di carboidrati da assumere per entrare o restare in chetosi nutrizionale.

Ciascuno dei test disponibili ha dei pro e de contro. In sintesi:

  1. i test delle urine possono aiutare soprattutto in una fase inziale.
  2. I misuratori sul sangue e sul respiro hanno un buon livello di accuratezza e precisione per misurare i livelli di chetoni.

Referenze scientifiche
1) https://doi.org/10.1080/17446651.2018.1523713
2) https://dx.doi.org/10.1194%2Fjlr.R048975
3) https://dx.doi.org/10.1016%2Fj.brainresrev.2008.09.002
4) https://doi.org/10.1007/s10545-014-9704-9
5) https://doi.org/10.1177%2F0004563214540136
6) https://doi.org/10.1111/j.1399-5448.2011.00768.x
7) https://doi.org/10.1152/ajpendo.00454.2019

NB: Le informazioni in questo articolo sono da considerarsi a titolo informativo e non sostituiscono in nessun modo il consulto da parte di un medico. Per ricevere una diagnosi è necessario rivolgersi ad un medico. Le informazioni condivise su questo articolo, si rivolgono a persone sane e qualsiasi regime alimentare o esercizio fisico prima di essere svolto deve essere approvato e supervisionato dalla figura competente ai termini della legge italiana.

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