L’alito cattivo in chetosi è causato da una scarsa disponibilità di glucosio derivante dalla ridottissima ingestione di carboidrati durante una dieta chetogenica. L’organismo ne identifica la mancanza e cerca altre forme di ottenere energia. Così facendo utilizza molecole di oxaloacetato per entrare nello stadio di neoglicogenesi, al fine di disporre delle fonti caloriche necessarie.
Durante l’utilizzo del combustibile avviene anche una scomposizione di acidi grassi; in questo processo ha luogo la liberazione dell’acetil coenzima A.
Siccome quest’ultimo riesce a entrare nel Ciclo di Krebs unendosi all’oxaloacetato, viene ridotto alla fine della combustione in corpi chetonici:
- acetoacetato
- beta-idrossibutirrato
- acetone.
In mancanza di carboidrati quindi i corpi chetonici possono sopperire il deficit energetico. I mitocondri passano dal sangue al sistema respiratorio; essendo questi composti non ossidati e volatili possono essere espulsi dalla bocca e dalle urine. L’odore sgradevole dell’alito risulterà metallico e fruttato con toni zuccherini fastidiosi.
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Alitosi e chetosi: i 3 motivi principali
Le ragioni principali dell’alito cattivo in chetosi riguardano:
l’acetone che è prodotto da chetoni; l’eccedenza deve assolutamente lasciare il corpo
l’ammoniaca che è generata dalla digestione delle proteine ed ha bisogno di essere eliminata
la disidratazione causa di secchezza delle fauci che acutizza l’alitosi.
Quando si passa da un regime standard di 300 grammi di carboidrati al giorno ai 25 grammi della dieta chetogenica, il corpo smette di usare il glucosio e inizia ad usare il grasso. Lo sforzo messo in atto bruciando questo combustibile produce chetoni, ed è la prova lampante che l’organismo si trova in fase di chetosi.
Il corpo trasforma le proteine ingerite lasciando come residuo del processo una quantità eccessiva di ammoniaca. Anch’essa con il suo forte sentore chimico contribuisce ad aumentare l’alito cattivo in chetosi.
Per ogni grammo di glucosio immagazzinato nell’organismo si trovano ben quattro grammi d’acqua attaccati. Per questo motivo all’inizio della chetosi si perdono molti liquidi. Il corpo va alla ricerca di queste scorte di glucosio che rilasciano quindi tutta l’acqua incorporata.
Come eliminare l’alito cattivo in chetosi
L’alitosi è uno sgradevole effetto indesiderato che si può sviluppare seguendo una dieta chetogenica. Una strategia per eliminare l’alito cattivo in chetosi potrebbe essere quella di bere molta più acqua quotidianamente ed aumentare di poco l’ammontare di carboidrati assunti.
Molte persone affermano che l’odore sgradevole esalato dalla bocca sparisce non appena il corpo si adatta allo stato di chetosi. I ricercatori sostengono che sono necessari almeno 21 giorni per raggiungere tale stato di equilibrio.
Il consiglio di assumere un quantitativo maggiore d’acqua ogni giorno è giustificato dal fatto che una massiccia espulsione di chetoni tramite le urine diminuirebbe la quantità esalata tramite la respirazione.
Inoltre una giusta introduzione di liquidi mantiene la cavità orale libera da batteri, ulteriore causa di cattivo alito.
La quantità di carboidrati che una persona può ingerire senza uscire dalla chetosi varia da individuo a individuo. Per un piano da 2000 calorie ad esempio si possono introdurre dai 20 ai 50 grammi al giorno. Aumentando leggermente la soglia si produrrebbero meno chetoni e quindi minor alitosi.
Alito all’acetone: come modificare la dieta
Un alito con odore chimico di acetone, o spiccatamente dolciastro di frutta troppo matura che persiste per più di 3 settimane richiede una modifica sul regime alimentare.
Cambiare la scelta delle proteine da ingerire nei pasti potrebbe alleviare i sintomi fastidiosi dell’alitosi. Passare da proteine derivanti da pollo e carni bianche a proteine derivanti da carni rosse potrebbe cambiare la qualità e la quantità dei chetoni prodotti dal corpo. Alterando la tipologia degli acidi grassi scomposti dalla chetogenesi, anche i residui volatili dell’alito dovrebbero perdere l’odore fastidioso.
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Numerose ricerche hanno evidenziato che aumentando l’apporto di grassi, riducendo proporzionalmente le proteine si potrebbero minimizzare le emissioni sgradevoli di acetone e ammoniaca.
Evitare di tagliare completamente l’apporto di carboidrati è un comportamento auspicato e consigliato da molti nutrizionisti. Ricorrere a pasticche mentolate, alla cannella, al ginseng o allo xilitolo può aiutare a mascherare il cattivo alito in chetosi, esercitando anche una blanda azione antibatterica.





