Il digiuno intermittente (IF: Intermittent Fasting) è uno stile alimentare molto in voga negli ultimi anni, praticato da un gran numero di persone di diversa età, condizioni di salute e che svolgono i lavori più disparati: dagli sportivi fino agli atleti professionisti, dall’obeso non diabetico all’iperteso, dall’impiegata alla casalinga fino ad arrivare alle donne in dolce attesa. È proprio su questo punto che vogliamo soffermarci, cercando di comprendere se il digiuno intermittente in gravidanza si possa praticare, e quali siano i rischi e i benefici di questa scelta alimentare.
Come cambia il corpo di una donna durante la gravidanza
Durante la gestazione, la donna va incontro ad una serie di cambiamenti molto importanti. Nei 9 mesi che accompagneranno la crescita del feto nel proprio utero, la donna vedrà il suo corpo cambiare costantemente: l’addome cambierà forma diventando man mano sempre più tondeggiante; il bacino si porterà in avanti e anche l’utero muterà, diventando appunto più grande proprio per accogliere la nascita di una nuova vita.
Gli ormoni steoroidei come gli estrogeni, verranno prodotti in quantità maggiori, portando le mammelle ad ingrandirsi vista la necessità di produrre latte. Il sistema cardio circolatorio, altresì, verrà sovraccaricato, perché considerando la costante crescita del feto, il cuore dovrà pompare più sangue da irrorare all’utero.
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I cambiamenti che alle donne non piacciono
Aspettare un bambino è sì un momento magico per una donna, per questo di grandi cambiamenti non solo per la sua vita, ma anche per il suo corpo. Un corpo che, nei mesi della gravidanza, potrebbe diventar un perfetto sconosciuto per l’aspirante mamma, portando la donna ad un forte sentimento di sconforto e disagio laddove incontrerà la sua immagine allo specchio. Proprio per questo si può essere spinti da una voglia irrefrenabile di correre ai ripari, per evitare di accumulare troppo peso che poi, dopo il parto, potrebbe necessitare di molto tempo per esser eliminato.
Il digiuno intermittente: scelta saggia ma non sempre
Prima di muoversi verso una scelta come il digiuno intermittente in gravidanza così importante che andrà a modificare la nostra alimentazione, è sempre opportuno contattare il proprio medico di famiglia o, ancora meglio, un dietologo nutrizionista.
Questo è un comportamento saggio e responsabile che chiunque si accinga per la prima volta a sperimentare questo piano alimentare, deve necessariamente adottare. Il nostro organismo vive di equilibri chimici e biologici molto delicati che non vanno assolutamente ignorati: complesse funzioni tiroidee, rilascio o meno di specifici ormoni, assorbimento di fondamentali minerali e vitamine vitali per la nostra salute fisica e neurologica, fino agli elementi nutrivi essenziali come grassi, proteine e carboidrati.
E se il digiuno intermittente può esser un ottimo alleato in determinate situazioni di sovrappeso, di determinate patologie come l’ipertensione o nelle post-abbuffate delle festività, ecco che può trasformarsi in un nemico da cui star ben lontani come, per esempio, durante la gravidanza.
Il digiuno intermittente in gravidanza: sì o no?
Abbiamo già sottolineato come una tale scelta nutritiva, come può essere nella fattispecie il digiuno intermittente o il digiuno in generale, possa essere un buon alleato per un progetto alimentare di breve-medio termine.
Una scelta che deve per forza passare al vaglio di un esperto prima di essere serenamente intrapresa, dove sarà poi il giudizio di quest’ultimo ad indirizzarvi per mezzo dei suoi giusti consigli verso questo strada.
Ma una cosa è certa: il digiuno intermittente in gravidanza è sconsigliato da medici, ginecologi e nutrizionisti.
Non è così difficile comprenderne i motivi: il corpo di una donna, insieme al feto, necessita di apporti nutritivi di quantità e qualità maggiori durante i 9 mesi di gestazione.
Il ginecologo, magari appoggiato ad un nutrizionista, consiglierà alla madre quali alimenti integrare maggiormente, insieme a quali gruppi di vitamine e aminoacidi.
Anche i carboidrati, che spesso sono i maggiori “colpevoli” del peso in eccesso e che sono temporaneamente eliminati nelle diete chetogeniche dimagranti, ma se non consumati in eccesso sono fondamentali per la madre e per il proprio bambino che porta in grembo.
Sono 9 mesi vitali, dove il feto deve costantemente aumentare di peso, a cui dev’essere fornito il giusto nutrimento per la formazione dei suoi organi vitali e la mamma, inoltre, deve sviluppare depositi di grasso per permettere un buon allattamento.
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Tiriamo le somme sul digiuno intermittente in gravidanza
È chiaro, adesso, che questo stile alimentare possa aver effetti davvero positivi per determinate situazioni di sovrappeso. Inoltre, è uno stile che può esser assunto in parallelo ad una dieta seguita da uno specialista, che valuterà soprattutto per quale patologia questo stile di alimentazione intermittente risulti sconsigliato.
Ma il digiuno intermittente, in gravidanza, non può esser considerata né una scelta saggia e né, soprattutto, una scelta salutare sia per la madre che per il feto.
Ogni donna, in quei 9 mesi, vive il cambiamento del proprio corpo con un approccio emotivo diverso. È giusto e importante che una mamma continui a dedicarsi a sé stessa anche lungo la gestazione, osservando quei cambiamenti che possono essere naturali, come un fisiologico aumento di peso o all’accentuazione delle rotondità del proprio corpo.
Ma non è assolutamente auspicabile ricorrere a percorsi di nutrizione o a stili di alimentazione che possano inficiare sul benessere e lo stato nutritivo dell’aspirante mamma e del proprio bambino. Per questi motivi, il digiuno intermittente durante la gravidanza si presta ad essere una soluzione per nulla raccomandata dagli specialisti.




